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Un’Invenzione Italiana 1

Un’Invenzione Italiana

vestita Loro Piana

testo di Nicholas Foulkes

Alcuni luoghi del mondo hanno un legame speciale con le stagioni.

L’autunno, ad esempio, appartiene ai boschi del New England.

L’inverno alle luminose giornate e alle lunghe notti riscaldate dal fuoco del camino dei resort alpini.

La primavera invece è a Parigi, leggera come una canzone: una distesa di tavolini e caffè all’aperto, castagni in fiore e amori appena sbocciati.

E se come scrive Shakespeare “il corso dell'estate ha fin troppo presto una fine”, non si può dire lo stesso dell’Italia, dove l’estate sembra non finire mai.

Per chi come me vive in esilio spirituale su un’umida isola fresca di indipendenza al largo delle coste settentrionali d’Europa, l’estate in Italia è una religione al cui altare inchinarsi, un sogno che dura tutto l’anno. I caffè espresso ghiacciati, gli ombrelloni dalle righe pastello disposti in ordine geometrico sulle spiagge di Amalfi, le pareti di pietra color del miele nelle città del sud riscaldate dal sole di migliaia di estati, le ombre slanciate dei cipressi che si allungano sulle dolci colline toscane, il profilo di colonne millenarie incendiate dal tramonto, resti di un tempio dedicato a un dio dimenticato, e le lente passeggiate serali tra strade acciottolate… le immagini di un’estate italiana sono una serie di istantanee sensoriali.

L’estate è un’invenzione italiana per la quale solo gli Italiani sanno come vestirsi. C’è perfezione nell’informalità del loro stile, famoso per una sorta di eleganza casuale che diventa una forma d’arte, una semplicità in apparenza così priva di artificio da nascere, probabilmente, dall’istinto naturale.

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Tessuti sontuosi indossati con una tale noncuranza e spensieratezza che si può far propria solo dopo una vita intera, è questa la luce che mi attira come una falena verso Loro Piana da quando, quasi 25 anni fa, scoprii un gilet in morbidissimo cashmere color ranuncolo, lusso sibaritico camuffato dalla più disadorna semplicità.

Loro Piana per me significa edonismo tattile inebriante, d’estate come d’inverno. La morbidezza di una finissima giacca scamosciata leggera come cashmere; la sensazione sulla pelle di un girocollo in cotone e seta indossato per proteggersi dal freddo dell’alba; l’eleganza rilassata di André, una camicia ideata appositamente per essere portata senza cravatta, anziché sembrare solo una camicia cittadina portata senza cravatta; la vera e propria genialità di Open Walk, la scarpa da barca/polacchino senza stringhe diventata ormai d’obbligo per chi cerca il comfort e l’eleganza in tutte le occasioni. E se penso ai capi da donna penso alle righe ispirate ai colori del mare su abiti o caftani in lino o seta, che diventano il tratto distintivo di capi disegnati per essere indossati in spiaggia; la grazia degli ampi pantaloni palazzo che accompagnano ogni movimento con l’eleganza dei ruggenti anni Venti al Lido; lo sbattere dei sandali sulla pietra, eco di un suono familiare ai tempi dei Romani. Tutti i tessuti estivi sono trattati con la stessa attenzione di quelli invernali: straordinari dettagli segreti, double-face, blend inaspettati…

È difficile pensare all’estate in Italia senza che torni alla mente Sergio Loro Piana: i lineamenti scavati dal sole, i completi color sabbia dorata, il sorriso carismatico che appariva ancora più abbagliante in contrasto con gli onnipresenti occhiali scuri, il bianco di un polsino in lino contro la pelle scura della mano…

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Certo, un uomo che non nascondeva la sua capacità di comprendere meglio di chiunque altro le sottigliezze del vestire estivo, il piacere di indossare abiti leggerissimi che baciano la pelle e avvolgono il corpo in un abbraccio etereo come una brezza leggera.

A dare vita ai capi che hanno reso possibile tutto questo è suo fratello, il genio dei tessuti Pier Luigi Loro Piana, grazie a una scienza così unica e rara da sembrare magia. La sua maestria con i tessuti può essere compresa solo indossandoli. Leggeri e pratici, impalpabili come una melodia portata dalla brezza estiva, Pier Luigi lavora le fibre tipiche dell’estate in modi inaspettati, trasformandoli in silhouette perfette per enfatizzare la freschezza e la comodità che sono la cifra dell’eleganza estiva Loro Piana. Non tanto uno stile quanto una leggerezza dell’essere, quasi impossibile da spiegare.

La palette di colori naturali celebrati nelle collezioni evita qualsiasi vistosità e dimostra intelligenza innata che testimonia una considerazione senza pari per i requisiti che il guardaroba stagionale di un gentleman o di una signora deve rispettare. Per l’estate, un guardaroba che dia eleganza a qualsiasi attività, che si tratti di mangiare un gelato o di reggere il timone di uno yacht. Ogni dettaglio dimostra magistralmente una comprensione intuitiva e profonda dell’essenza dell’eleganza estiva, uno stile italiano a suo agio dovunque vi siano luce e calore.

L’Italia ha inventato l’estate,

e Loro Piana la veste.

Nicholas Foulkes

Laureato ad Oxford, Nicholas Foulkes è ormai un’autorità riconosciuta e un sostenitore appassionato di ciò che è raro e raffinato. Il suo amore per le cose belle della vita, la sua conoscenza dell’arte e della storia e la sua scrittura brillante hanno reso il famoso autore e giornalista uno dei corrispondenti più richiesti per pubblicazioni quali il Financial Times e Vanity Fair.

Fotografie di Oberto Gili, Fernando Bengoechea e Giovanni Gastel.