Riti e Leggende: il Chakku

La vicuña è da sempre stata circondata da un alone di mistero e magia: gli Incas nutrivano un profondo rispetto per questo animale credendolo in possesso di poteri soprannaturali.

Al tempo degli Inca la raccolta della fibra veniva organizzata solo ogni quattro anni e si svolgeva sul finire dell’estate con un cerimoniale ben preciso: il Chakku. Intere comunità formavano enormi schieramenti, forti di venti o trentamila uomini, che si stringevano a cerchio attorno alla regione prescelta spingendo man mano le vicuñe nei grandi recinti adibiti alla tosa. Terminata l’operazione venivano immediatamente rilasciate sotto lo sguardo del re Inca che presiedeva personalmente la cerimonia.

In Perù la raccolta dei velli delle vicuñe avviene ancora secondo l’antico rito del Chakku. Centinaia di uomini e donne si riuniscono sugli altipiani e celebrano questo giorno di festa con canti e danze tradizionali. Tendono poi una corda lunga oltre 2000 metri a cui sono legati ritagli di stoffe e cordicelle colorate, e con questa circondano le vicuñe spingendole verso i recinti di tosa. Qui i campesinos selezionano accuratamente gli animali, liberando immediatamente i piccoli e gli esemplari non pronti per la tosa. Quelli ritenuti idonei vengono fatti sdraiare dolcemente su un telo e tosati nel più breve tempo possibile per poi essere liberati.

Prima del chakku, gli abitanti della zona celebrano il pagapu, antica cerimonia in onore della Pachamama o Madre Terra e delle divinità andine che proteggono i loro animali. I capi dei villaggi danno inizio alla celebrazione rivolgendo i loro ringraziamenti agli Dei, bevendo vino cerimoniale e cantando preghiere per mantenere così ancora vive le antiche tradizioni Inca.

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