La Regina delle Ande: storia

La “Regina delle Ande” è un animale dalle movenze aggraziate e regali. Sul finire del Quattrocento, al tempo degli Incas, le vicuñe erano libere di brucare sui pendii scoscesi della Cordigliera. Si credeva che fossero in possesso di magici poteri concessi dagli dei: in esse si reincarnavano i morti ed erano in grado di propiziarsi il dio Inti per ottenere sulla terra calore e fertilità. Si narrava che le vicuñe sorgessero dalle acque, e nelle acque scomparissero per sfuggire a chiunque volesse ridurle in schiavitù. Da sempre, infatti, la vicuña vive allo stato selvaggio, mai addomesticata dall’uomo, dominando con naturale eleganza il clima estremo dell’altopiano andino.

Le vicuñe presenti in Perù e Bolivia sul finire del 1400 erano milioni, poi ridotte a poche migliaia soltanto un secolo più tardi, sterminate dai conquistadores spagnoli smaniosi di impadronirsi della “seta del Nuovo Mondo” . Da allora, nonostante i numerosi tentativi di salvaguardia operati dai governi, l’opera di bracconaggio è proseguita a ritmi spaventosi, riducendo negli anni Sessanta del Novecento le vicuñe a non più di 5000 esemplari.

Per questo nel 1976 la Convenzione di Washington (CITES) dichiarò la specie protetta e, con l’obiettivo di scoraggiare il bracconaggio, proibì completamente il commercio della sua preziosa fibra. Da allora Loro Piana incominciò a lavorare attivamente in Perù, spinta dalla passione per una materia prima che non ha eguali nel regno animale e affascinata dalla possibilità di fare qualcosa di concreto per la salvaguardia di questi piccoli camelidi. Un importante passo venne compiuto nel 1994 quando Loro Piana, a capo dell’International Vicuña Consortium, si aggiudicava il diritto esclusivo per la commercializzazione della fibra di vicuña, mentre le comunità andine ricevevano in usufrutto gli animali con il compito di proteggerli dai bracconieri.

Da allora il piano di tutela del governo peruviano e di altri stati dell’America meridionale (tra i quali l’Argentina), sostenuti da un’imprenditoria consapevole come quella di Loro Piana, ha salvato questo fiero e indomito animale che continua oggi a rappresentare una delle più straordinarie celebrazioni della libertà e della natura.

Tutte queste iniziative si rivelarono un successo: il numero di animali presenti in Perù passò dai 98.000 esemplari del 1995 agli oltre 180.000 attuali.

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