Un tesoro della natura

La razza di pecore Merino, da cui deriva la lana migliore, sembra essere la più antica, evoluta da specie che vivevano selvagge molti secoli fa. Di certo la conoscevano i Fenici, che ne utilizzavano i velli nei loro scambi commerciali e anche i Greci che contribuirono alla sua diffusione nel bacino del Mediterraneo. Furono i Mori nell’ottavo secolo a portare le pecore Merino in Spagna, dove trovarono condizioni ambientali particolarmente favorevoli al loro sviluppo, e dove vennero molto bene accolte dalla popolazione locale che in breve tempo imparò ad apprezzare le straordinarie qualità della loro lana.

Qualità che non sfuggirono nemmeno ai sovrani spagnoli, ai nobili e al clero per cui le pecore Merino divennero fonte di sicura ricchezza, tanto che si appropriarono di tutte le greggi e ne vietarono tassativamente la vendita. Basti pensare che tra il XIV secolo, quando re Alfonso di Spagna promulgò le prime leggi, fino a tutto il XVIII secolo, chiunque cercasse di esportare anche una sola pecora era passibile di pena di morte. Persino Cristoforo Colombo, nel 1493, partì per la sua seconda spedizione nelle Indie carico di velli di pecore Merino, merce preziosa per possibili scambi.

Consci della ricchezza rappresentata dalle proprie greggi, i re spagnoli trasformarono le pecore in doni regali nel XVIII secolo. Coppie di Merino - da allora dette “il dono dei re” - vennero omaggiate all’Elettore di Sassonia e alle dinastie regnanti di Inghilterra, Francia e Olanda come tributi preziosi a suggellare accordi e alleanze. Furono proprio i Sassoni a dedicarsi intensivamente all’allevamento e al conseguente sviluppo della razza Merino, lavorando sul costante miglioramento della qualità della lana.

La loro diffusione nel mondo, non più frenata da leggi e divieti, proseguì in modo costante. Fu nel 1773 che il capitano James Cook, in occasione della sua seconda spedizione in Nuova Zelanda, portò con sé una coppia di pecore Merino. Pochi anni più tardi, nel 1797, arrivarono anche in Australia trovando condizioni di vita ideali. Da allora l’impegno degli allevatori australiani e neozelandesi non è mai venuto meno, tanto che la produzione e l’esportazione di lane di alta qualità è divenuto il principale fattore di sviluppo economico per queste nazioni.

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